“Le parole sono come gli uomini, non possono essere salvate. Provate voi a salvare un buco nero dove turbinano segreti osceni come macchine agricole, tagliarsi le mani è il minimo che possa succedere.
Provate voi a salvare il cielo.
Siete capaci di saltare fin lassù a prenderlo?
E se mai ci riuscite, quale gobba avreste dietro le spalle?
Si salva qualcosa per darlo a qualcuno.
Quale cuore riuscirebbe a ricevere tutto il cielo in regalo?
Ma tutto tutto, con i bei tramonti e col temporale, con la memoria di un giorno di festa e con l’impronta del sangue.
Salvare le parole per avere una memoria?
Le parole sono come gli uomini, miserabili.
Torniamo a quattro zampe, magari sotto quell’orizzonte bestiale quale autentica dolcezza è ancora rimasta attaccata al digrigno dei denti, fra la bava e l’incoscienza di un paradiso terrestre stretto come un laccio emostatico.
Le cose basta non saperle ed eccoci già salvi.
Filippo Timi - “E lasciamole cadere queste stelle”

