M. Ardemagni - “Quello che Santa Klaus non dice”
Buon Natale, sono Babbo:
io recapito presenti,
e se sono da nababbo
vedo visi più contenti.
Con il mio completo rosso
e il cappello di pelliccia
porto doni a più non posso
per smaltire un po’ di ciccia.
Otto renne ed una slitta:
non è un grande investimento,
ma milioni in questa ditta
bolle di accompagnamento.
Da ragazzo avevo anch’io
una bella fidanzata,
ma è finita poi a schifio
un febbraio l’ho lasciata.
Non sono tipo io da moglie,
ora faccio come Sgarbi:
se mi pungono le voglie
c’ho uno stock di mille Barbie.
E se voglio trastullarmi
apro il gioco di un bambino,
(tanto qui chi può beccarmi?)
poi lo chiudo ben benino.
Però è lunga a Rovaniemi:
dieci mesi fai una cippa,
poi diventan tutti scemi
e ti tocca far la lippa.
Sono ormai stanco di brutto,
manca poco alla pensione:
quest’altr’anno mollo tutto
mi ritiro a Bressanone.
O se no su a Vipiteno,
o a Merano a far le terme:
faccio i fanghi e sto sereno
sempre nudo come un verme.
Però poi, chi porta i doni?
Ci vorrebbe un sostituto:
o qualcuno che mi cloni
o un ragazzo un po’ avveduto
Tempo fa si era proposto,
pensa un po’, Gesù Bambino,
ma non ha voluto il posto
se ne è andato, il signorino.
Qui son pacchi da portare,
fuori e dentro dal camino,
e camicie da sudare:
lui era troppo fragilino.
E quell’altra tipa strana,
non è adatta a questo scopo:
troppo lenta, ’sta befana
lei consegna l’anno dopo.
È un lavoro logorante:
puoi incontrare lupi ed orsi
nella neve strabordante
e non hai neanche i rimborsi
Ed è molto deprimente,
quando in una spedizione
per un bimbo indisponente
tu ti insozzi col carbone.
Sono stato spesso a un passo
dal gridar: “Sono una sola,
sono un vecchio finto e grasso
frutto della Coca-Cola”.
Non lo dico solamente
perché in fondo sono un pirla,
e ’sta voce persistente
non ho cuore di smentirla
Ma sta crisi è ormai mondiale
e la gente chiede, insiste:
“Ci sei o no, Babbo Natale?”
No, ragazzi, non esiste.

