Per me il bianco&nero possiede una personale latitudine, uno spazio in cui il fotografo si può muovere. La fotografia ha molti punti di contatto con la poesia, il bianco e nero è minimalista, come la poesia è letteratura cui è stata strizzata via tutta l’acqua
— Larry Towell
Viviamo dunque una nuova dimensione temporale. La vita sociale, che un tempo si offriva a esempio di relativa permanenza, è ora garanzia di impermanenza. Il che, viste le attuali condizioni del mondo, si presenta come una promessa. E tuttavia questo significa sentirsi più soli di prima, davanti all’enigma dei due tempi delle nostre vite. Nessun valore sociale assicura più il tempo della coscienza. O, per essere più precisi, nessun valore sociale riconosciuto è in grado di farlo. In determinate circostanze - penso a Che Guevara - la coscienza rivoluzionaria svolge tale ruolo in modo nuovo
— John Berger
A volte, vorrei scrivere un libro, un libro tutto sul tempo, su come esso non esiste, su come il passato e il futuro non sono che un solo continuo presente. Penso che tutti - chi è vivo, chi è vissuto, e chi ancora ha da vivere - siano vivi adesso. Dovrei scomporre questo argomento come un soldato smonta il fucile
— Yevgeny Vinokurov
Affacciato a un treno che corre nella notte / ti chiedi se è Piazza del Campo o Singapore. /Se vuoi cambiar di posto fai un saltello, / pochi centimetri e sei all’equatore. / Dall’equatore ai poli il passo è breve , / il metro da usare è tutto tuo. / Se il mondo è di meridiani o paralleli, / basta non essere chiuso nel reticolo: /non fare il prigioniero e apri una breccia / con le cesoie che gli dei ti hanno concesso. / Hanno due belle lame, è poco e tutto: / la Fantasia e il Diritto di sognare.
Antonio Tabucchi - “Racconti con figure”
“Siccome siamo nell’era della specializzazione, alcuni si dedicano a fotografare gli animali vivi, altri quelli impagliati, e così via specializzando, fotografi di moda. Ci sono anche i fotografi di bébé e quelli di matrimoni (in che ordine?). Una volta ho chiesto a un fotografo specializzato in matrimoni se faceva mai il romantico con le sposine. Mi ha detto che rispondevano bene, ma bisognava aspettarle un po’, perché avevano un impegno precedente con i neo mariti. Ci sono anche le anime belle che hanno paura di dare confidenza agli estranei e al vasto mondo con i suoi meravigliosi soggetti da fotografare. Alcuni spesso finiscono per scegliere le nature morte… un caso evidente di sega mentale.
Per fare foto bisogna entrare in confidenza con presidenti, regine e gangster; con tutti. Non si può sempre essere educati. Bisogna andare in giro a ficcare il naso negli affari altrui proprio come fa, nel campo nudisti, il nano della barzelletta…”
Weegee
“Io abito molti mondi (la terra per me non è rotonda), ho fatto il salto dalla realtà alla fantasia (…) La macchina fotografica è la moderna lampada di Aladino. Mi ha dato tutto quello che ho sempre desiderato… fama, successo e amici. E’ la professione più facile del mondo perché l’editoria è sempre a caccia di qualcosa di umano, di qualcosa di diverso. Le porte sono sempre aperte per i principianti e per gli sconosciuti…”
Weegee
La domanda fondamentale è: perché diavolo dobbiamo eseguire l’immagine di un grappolo d’uva che inganni gli uccelli se abbiamo l’uva e possiamo mangiarcela? Se hai l’uva te la mangi, se non hai l’uva, la donna, il bisonte, a che serve l’immagine? Perché lasciare l’impronta delle tue mani sulle pareti della caverna? (…) La produzione di immagini pare che sia un processo determinante della crescita della nostra coscienza e identità. Insomma siamo uomini anche perché produciamo immagini perché siamo uomini, per diventare individui dotati di coscienza…
— Ferdinando Scianna - “Autoritratto di un fotografo”
L’umorista
come fa ridere!
chissà dove trova
le idee
in quale misteriosa
insonnia
in quale particolare
magia
da quale nuvola
esilarante
vede ilmondo
contorcersi
e le parole cadere
giù dalle scale
Cos’è l’umorista?
uno triste?
uno spietato?
un cinico affarista
o è disperato
perchè non avrà mai indietro
le risate che ha dato?
Vasco ha celebrato come virtù le normali stanchezze dell’anziano, i dolori alle ossa come qualità artistiche, la bronchite come cibo dell’anima (…) Ovviamente dispiace che Vascoo sia stato male, ma capita a una certa età, e non c’è nulla di speciale nella tosse da fumo, e dunque non c’è outing da fare (…) Sarebbe bello se Vasco avesse la consapevolezza ironica di aver trabestito il piagnisteo senile in genio romantico, se il suo fosse solo uno scherzo creativo, il preludio per una trovata alla Renato Carosone, per cantare il ribelle con la borsa dell’acqua calda sulla testa, magari in un arrangiamento metale e hard rock di ìpigliate ìna pastiglia, sienti a mme’
— Francesco Merlo
Le temps passait, le temps filait. Tout paraissait si facile, si simple, libre, si nouveau et si unique. On allait au cinéma, on allait danser, faire des courses. On riait, tu pleurais. On nageait, on fumait, on se rasait. De temps à autre, tu criais. Sans aucune raison, ou avec raison parfois. Oui, avec raison parfois.Je t’accompagnais au conservatoire. Je révisais mes examens. J’écoutais tes exercices de chant, tes espoirs, tes désirs, ta musique. Tu écoutais la mienne. Nous étions proches. Si proches. Toujours plus proches. Nous allions au cinéma, nous allions nager. Nous riions ensemble. Tu criais. Avec une raison parfois, et parfois sans. Le temps passait, le temps filait.nJe t’accompagnais au conservatoire. Je révisais mes examens. Tu m’écoutais parler Italien, Allemand, Russe. Je révisais mes examens. Tu criais. Parfois avec raison. Le temps passait, sans raison. Tu criais. Sans raison. Je révisais mes examens. Mes examens. Mes examens. Le temps passait, tu criais. Tu criais. Tu criais. J’allais au cinéma.
Pardonne-moi Francine…
— Paris, je t’aime